ORGANISMO DI RICERCA

OdR

La società si configura come Organismo di Ricerca (OdR), nella forma di Cooperativa a mutualità prevalente, senza fini di lucro, ed è registrata presso il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca nell’Anagrafe Nazionale delle Ricerche con il codice identificativo 62008XVK.

Rientra nella definizione di OdR ai sensi e nel rispetto della disciplina comunitaria in materia di aiuti di stato a favore di ricerca, sviluppo e innovazione (comunicazione n. 323 del 30/12/2006), recepita dall’ordinamento legislativo italiano (circolare Agenzia delle Entrate n. 51 E del 28 Novembre 2011), che definisce Organismo di Ricerca un soggetto senza scopo di lucro, quale università o istituto di ricerca, indipendentemente dal suo status giuridico (costituito secondo il diritto privato o pubblico) o fonte di finanziamento, la cui finalità principale consiste nello svolgere attività di ricerca di base, di ricerca industriale o di sviluppo sperimentale e nel diffonderne i risultati mediante l’insegnamento, la pubblicazione o il trasferimento di tecnologie.

In un Organismo di Ricerca:

  • tutti gli utili sono interamente reinvestiti nelle attività di ricerca, nella diffusione dei loro risultati o nell’insegnamento;
  • le imprese in grado di esercitare un’influenza su simile ente, ad esempio in qualità di azionisti o membri, non godono di alcun accesso preferenziale alle capacità di ricerca dell’ente medesimo né ai risultati prodotti.
Ricerca & Sviluppo

Rientrano nella nozione di Ricerca & Sviluppo

Ricerca di base: lavori sperimentali o teorici svolti, aventi quale principale finalità l’acquisizione di nuove conoscenze su fondamenti di fenomeni e di fatti osservabili, senza che siano previste applicazioni o utilizzazioni pratiche dirette;

Ricerca Industriale: ricerca pianificata o indagini critiche miranti ad acquisire nuove conoscenze, da utilizzare per mettere a punto nuovi prodotti, processi o servizi o permettere un miglioramento dei prodotti, processi o servizi esistenti ovvero la creazione di componenti di sistemi complessi, necessaria per la ricerca industriale, ad esclusione dei prototipi di cui alla definizione di sviluppo sperimentale;

Ricerca e Sviluppo sperimentale: acquisizione, combinazione, strutturazione e utilizzo delle conoscenze e capacità esistenti di natura scientifica, tecnologica e commerciale allo scopo di produrre piani, progetti o disegni per prodotti, processi o servizi nuovi, modificati o migliorati; può trattarsi anche di altre attività destinate alla definizione concettuale, alla pianificazione e alla documentazione concernenti nuovi prodotti, processi e servizi; tali attività possono comprendere l’elaborazione di progetti, disegni, piani e altra documentazione, purché non siano destinati a uso commerciale; realizzazione di prototipi utilizzabili per scopi commerciali e i progetti pilota destinati a esperimenti tecnologici o commerciali, quando il prototipo è necessariamente il prodotto commerciale finale e il suo costo di fabbricazione è troppo elevato per poterlo usare soltanto a fini di dimostrazione e di convalida.

Manuale di Oslo

Economia dell’innovazione, i concetti d’innovazione radicale e d’innovazione incrementale definiti da J.Shumpeter nel libro Teoria dello sviluppo economico (1912) e presenti nel Manuale di Oslo – The measurement of scientific and technological activities – OECD (2005).

Le innovazioni possono essere distinte per il grado di novità rispetto alla tecnologia, all’organizzazione e alla domanda esistenti in:

  • Innovazioni incrementali: comportano un miglioramento di un processo, di un prodotto o servizio rispetto ad uno specifico design dominante, architettura di prodotto, processo produttivo o domanda esistenti;
  • Innovazioni radicali: rappresentano una rottura coi prodotti o processi esistenti. Da queste innovazioni in alcuni casi si originano nuove industrie o segmenti di mercato. Esempi sono il passaggio dalle valvole termoioniche ai transistor e quello dai grandi calcolatori ai personal computer.

Le innovazioni incrementali sono molto numerose, mentre quelle radicali sono più rare. Oltre che aver contribuito alla distinzione fra i concetti di innovazione incrementale ed innovazione radicale; J. Shumpeter ha proposto anche una lista sulle varie tipologie dell’innovazione:

  • Innovazione di prodotto: miglioramento di un prodotto esistente o creazione di un nuovo prodotto che soddisfi nuove esigenze del cliente sotto l’aspetto qualitativo, del contenuto tecnologico o delle prestazioni, e che permetta di mantenere un vantaggio competitivo rispetto ai concorrenti;
  • Innovazioni di processo: miglioramento o creazione ex novo di un processo produttivo, che permetta di ridurre i costi, migliorare la qualità od ottenere nuovi prodotti;
  • Innovazione organizzativa: cambiamento della struttura organizzativa dell’impresa con l’obiettivo di migliorarne la gestione, adattandosi ai cambiamenti del proprio business e del contesto di riferimento;
  • Apertura di nuovi mercati;
  • Ingresso in nuovi settori.